Un dovere di Tutti

L'On. Gino Bucchino denuncia un tentativo di "acquisto" politico-parlamentare.

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Pornografie Migratorie PDF Stampa E-mail
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23-09-2010 16:51
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Dopo questi due orribili anni di macelleria delle politiche migratorie avevo l’impressione che il governo di centrodestra guidato da Berlusconi stava girando consapevolmente un film dell’orrore o uno di quei polpettoni a sfondo storico in cui si racconta la fine di un’epoca o il genocidio di un popolo.

 


Devo confessare, invece, di essermi sbagliato. Si tratta non di una pellicola epica concentrata sulla svolta storica che si sta determinando, all’altezza di quell’epica memorabile che è stata l’emigrazione di milioni di persone, ma semplicemente di una sequenza di filmetti hard che non si fanno scrupolo di presentare una vasta gamma di gusti e posizioni erotiche.

 

 


Proprio così. Per quanto possa sembrare sorprendente, chi ha letto con un po’ d’attenzione La Repubblica dello scorso 10 settembre se n’è potuto convincere. Quel giornale, infatti, riporta la notizia che sul canale satellitare della Fondazione “Italiani nel mondo” per mesi sono stati diffusi filmetti pornografici buoni per tutti i gusti: etero, omo, trans, tutto molto diretto, tutto molto atletico e impegnato. E soprattutto gratuito. Insomma, una vera manna dal cielo per i cultori dello zapping televisivo e per gli utenti vagamente pruriginosi. Una sorpresa da cadere dal divano per gli italiani all’estero che si erano rivolti al canale specialistico per sapere le ultime notizie dal fronte. Ancora più sorprendente per chi aveva una qualche notizia dell’associazione a cui il canale era intestato – la Fondazione degli Italiani nel mondo –, il cui logo restava ben visibile sullo schermo durante le acrobatiche performances degli attori porno.

 


Stiamo parlando, in realtà, di quell’organizzazione fondata dal senatore Sergio De Gregorio, meglio noto come protagonista di altre performances trasformistiche, avendo pendolato nella sua carriera politica tra socialisti, Forza Italia, Italia dei Valori, PDL e, quindi, tra centrodestra e centrosinistra a seconda del soffiare del vento e della “solidità” degli argomenti addotti a sostegno dei diversi passaggi e delle diverse collocazioni.

 


Ma il senatore De Gregorio non è l’unico gallo del minuscolo pollaio della Fondazione degli Italiani nel mondo. Gli italiani dotati di memoria visiva ricordano infatti che qualche tempo, fa sulle cantonate di molte città italiane, comparve un manifesto in cui  il senatore De Gregorio compariva circondato da altri soci (s)fondatori, di alta caratura politica e morale. Di chi si parla? Del senatore Di Girolamo, oggi chiamato dai giudici a rinfrescarsi la memoria all’ombra di una patria galera; del senatore Esteban Caselli, alla ribalta della politica ieri come fiancheggiatore dei militari argentini durante la dittatura oggi come improbabile candidato alla presidenza della repubblica di quel paese; dell’on. Basilio Giordano, incappato non da oggi in fastidiose discussioni sulla effettiva tiratura del suo giornale in Canada, lauto beneficiario di contributi pubblici. Tutta gente di parola, come si vede, tutta gente d’onore. Si dice al mio paese: Dio li fa, il diavolo li accoppia.

 


La cosa più divertente, comunque, è quella che ha ricordato in questi giorni l’amico Luciano Neri, e cioè che in occasione della nascita della Fondazione, benedetta il 24 febbraio 2009 personalmente dal Presidente Berlusconi, il cardinale Raffaele Martino ai presenti fece recitare il Padre Nostro, quasi a inserire la devozione e l’etica cristiana come elementi costitutivi dell’associazione. Non sappiamo se il canale italopornoestero raccomandasse agli spettatori di farsi il segno della croce prima della visione o di recitare il mea culpa subito dopo la scialata. Certo è che la cosa, senza mancare di rispetto a nessuno, non è priva di una bella dose di involontario umorismo, che però non addolcisce l’amarezza di vedere il nome degli italiani all’estero cucinato in tutte le salse, anche in quelle piccanti dei filmetti hard.

 


Non ci appassiona, sinceramente, la disquisizione sulle ragioni dell’incidente: se su un canale non più in funzione per mancanza di pagamento dei canoni si sia inserita un’operazione commerciale di operatori orientali, come dice il senatore De Gregorio, o se si tratti di un furbesco e irresistibile richiamo per le allodole, per catturare l’attenzione intorno ad un soggetto associativo da custodire più nella teca dei “cacchi propri” che nell’agone del confronto politico, o se vi sia stata una partecipazione agli utili pubblicitari dell’operazione. Né ci avventureremo in allusioni, discutibili sul piano del buon gusto, tra qualcuna delle “posizioni” esibite nei filmetti hard e il trattamento che questo governo sta riservando agli italiani all’estero. Troppo facile, troppo grossier.

 


Vorremmo solo dire che anche volendo persistere nell’opera di distruzione del rapporto con le nostre comunità, almeno non se ne intacchi la reputazione. Anche perché la reputazione gli italiani all’estero se la sono costruita da soli con il loro lavoro nei paesi di accoglienza, senza sconti, e quella, grazie a Dio, non gliela toglie nessuno, nemmeno il senatore De Gregorio e la sua banda di compagni di merenda.      

Gino Bucchino


Commenti utenti (1) File RSS dei commenti
Postato il Antonio Filippo Corea, 01-03-2012 15:28,
1. vero
e dire che i politici tutti sanno bene che gli emigranti tutti, anche ovviamente quelli di ritorno completamente abbandonati e ignorati, possono offrire 
coraggio, saggezza, disponibilità a dialogare e costruire questa nostra amata terra...
 
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